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E' il musicista forse più
rappresentativo del Novecento, l'artista che ha saputo
offrire una sintesi unica ed irripetibile fra le musiche
di estrazione popolare e quelle di tradizione più
nobile, fondendole in una miscela di immenso fascino. Un
ritratto del genere non può che fare riferimento al nome
di George Gershwin, il sublime compositore celebre anche
per i suoi complessi di inferiorità. Lui che utilizzava
musiche plebee come il jazz o la canzone, percepita come
un incolmabile gap con la tradizione europea, in una
sorta di continua rincorsa all'accettazione della sua
arte da parte dei "veri" compositori. Adorando Maurice
Ravel con tutta l'anima si narra che un giorno andò dal
Maestro per chiedere lezioni ma si sentì rispondere: "Perchè
vuol diventare un mediocre Ravel, quando è un bravo
Gershwin?".
Nato a New York il 26 settembre 1889 si avvia allo
studio del pianoforte e segue fin da subito lezioni di
svariati musicisti. Talento innato e precocissimo, gran
assimilatore, scrive le prime canzoni nel 1915 mentre
l'anno dopo è già la volta di uno dei suoi folgoranti
capolavori "When you want'em you cant' got'em".
Intanto si fa conoscere come accompagnatore della
cantante Louise Dresser.
Nel 1918 pubblica "Half past eight" e nel 1919 "La
Lucille". Il successo gli arride anche in Europa con la
"Rapsodia in blue", geniale sintesi di diversi stili, e
nel 1934 con l'ormai storico standard "I got rythm".
Il suo arrivo a Parigi, nel marzo del 1928, per le
rappresentazioni del suo "Concerto in fa", una delle sue
composizioni scritte per cercare di accreditarsi presso
il pubblico colto, lo vedono trionfante di gloria
soprattutto dopo la presentazione del celebre poema
sinfonico "An American in Paris", che strega
letteralmente l'uditorio.
La fama acquisita in Europa lo porta a conoscere i
compositori contemporanei più celebri come Stravinsky,
Milhaud, Prokofiev, Poulenc, tutte personalità che
stavano stravolgendo il linguaggio musicale, pur senza
appartenere all'avanguardia in senso stretto ed
estremistico (in Europa, ad esempio, già circolava da
tempo la Dodecafonia e la musica atonale).
Forte della fama acquisita, riceve una scrittura nel
1930 nientemeno che da parte del Metropolitan, che gli
commissiona un'opera. Dopo un lungo travaglio durato la
bellezza di cinque anni vede finalmente la luce "Porgy
and Bess", un altro capolavoro assoluto, il mattone
fondamentale di un teatro tipicamente e genuinamente
americano, finalmente svincolato dai modelli europei
(malgrado il debito nei confronti di esso sia, come
sempre in Gershwin, ineludibile).
Nel 1931 si trasferisce a Beverly Hills dove può seguire
più agevolmente la sua produzione di colonne sonore per
il cinema. Nel 1932 un soggiorno all'Avana gli ispira la
splendida "Overture Cubana" dove il compositore attinge
a piene mani dalla musica popolare delle Antille.
Di salute cagionevole e di spirito mite e sensibile,
George Gershwin si spegne il 17 agosto 1937 a soli 39
anni a Beverly Hills.
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